Oltre lo specchio
Non ricordo bene quando iniziò tutto, ma ricordo che gli uomini oltre lo specchio volevano l’oro. E minacciavano guerra, devastazioni e morte, se non li avessimo accontentati.
Non ricordo bene quando iniziò tutto, ma ricordo che gli uomini oltre lo specchio volevano l’oro. E minacciavano guerra, devastazioni e morte, se non li avessimo accontentati.
Io e il gobbo.
Stesi sul prato del Mount Hope di Bangor. Le spalle posate alla lapide di un signor nessuno…
Il resto lo sapete.
Non è successo proprio nulla, e stamattina mi sono risvegliato in questa dannata stanza.
Il suono di una sveglia mi riporta nel mondo dei vivi. Che giorno è? Che ora è? Devo alzarmi? No, non è la sveglia.
Quando mi sveglio la febbre è scomparsa. Qualunque cosa mi abbiano dato la suora e quello strambo sciamano, ha funzionato alla grande.
Apro gli occhi.
Qualcuno sta ascoltando Bob Marley. O meglio: il Bob Marley di questo mondo.
L’orologio segna le diciannove e quarantasette. Continuo a guardarlo ogni cinque minuti, consapevole che la mia insistenza nervosa non fa altro che rallentare la percezione che ho dello scorrere del tempo.
Mi risveglio steso a terra, con il torcicollo e la schiena indolenzita. Lo schermo del televisore, ancora acceso, mostra un uomo che corre su una biga.
Alle quattro del pomeriggio mi ritrovo a passeggiare per il parco giochi Imperiale. Appena scesi dal bus siamo stati assaliti da un gruppo di giovani travestiti dai personaggi della Disney.